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MALETTOE LA SUA STORIA

www.comune.maletto.ct.it


Maletto. Scorcio del campanile di S. Michele

EDITORIALE



PUBBLICAZIONI SU MALETTO E LA SUA STORIA

 

L’amministrazione comunale, al fine di divulgare la storia, la cultura, gli usi, le tradizioni, i costumi e la parlata di Maletto, inizia a pubblicare on line le principali opere, libri, documenti, monografie, ricerche che sono state finora scritte e che riguardano queste materie.

Le pubblicazioni sono curate e presentate dal Dott. Michele Giorgio Luca, storico locale e cultore degli usi e costumi del territorio, autore e divulgatore, tra l’altro, delle maggiori ricerche che trattano tali argomenti, che per ogni pubblicazione redigerà una breve scheda introduttiva.

L’iniziativa, senza alcun costo per il Comune, intende portare a conoscenza dei cittadini malettesi, residenti a Maletto o sparsi nella varie parti del mondo, alle giovani generazioni, ai cultori della storia locale e in genere a tutti quelli che ne hanno interesse, la storia di Maletto e del suo popolo attraverso i secoli, per rinsaldare i vincoli di appartenenza e di identità al paese di origine.

Fiducioso che tale iniziativa riscuoterà un adeguato consenso, ringrazia per l’attenzione che ognuno vorrà riservare ad essa.

Maletto, agosto 2015

IL SINDACO
(Salvatore Barbagiovanni)

MALETTO

Memorie storiche

di Salvo Nibali e Giorgio M. Luca
 

         Le ricerche sistematiche sull’origine di Maletto e sulla conoscenza del territorio circostante, furono effettuate agli inizi degli anni ’80 del 1900 da Salvo Nibali e da Giorgio M. Luca.
Salvo Nibali, un giovane di Maletto, appassionato della sua storia, avrebbe poi continuato la sua carriera di giornalista e pubblicista nonché di ricercatore delle vicende di Sicilia, specie quelle antiche e medievali, producendo interessanti pubblicazioni.
Dietro il suo impulso, io continuai ad interessarmi, in maniera sempre più approfondita della storia di Maletto e dei comuni circostanti.
Ambedue iniziammo anche a scoprire le presenze archeologiche del territorio, sino ad allora sconosciute o preda soltanto di interessati tombaroli.
Dopo un lungo lavoro di indagine bibliografica, archivistica e di studio del territorio, le ricerche approdarono alla redazione di un testo che venne pubblicato nel febbraio 1983 a cura dell’Amministrazione Comunale di Maletto, alla quale gli autori lo donarono, rinunciando ad ogni diritto.
Il libro, stampato in un migliaio di copie, venne gratuitamente distribuito alle famiglie di Maletto. Questo libro, oggi risulta abbastanza datato e superato, ma allora costituì il primo serio tentativo di conoscenza della storia di Maletto e del suo popolo, dall’origine, nel XIII secolo, fino al XX secolo.
La descrizione dei principali fatti storici e dei suoi personaggi si ferma naturalmente al 1982, anno della fine della ricerca e il testo, per rigore storico, ora viene pubblicato integralmente, così come allora redatto con tutte le imprecisioni, omissioni e limiti che sarebbero successivamente emersi.
        Alla luce della ricerche ed approfondimenti compiuti nel successivo trentennio, il testo risulta infatti incompleto ed inesatto in diverse parti ma comunque, a quel tempo, esso ha costituito un preciso e fondamentale punto di partenza. Del resto gli stessi autori nell’introduzione si dichiarano “convinti di avere riportato alla luce molte cose ancora ignote ma anche dal fatto che molto è ancora da definire, chiarire sull’argomento”.
Infatti tutto il lavoro di ricerca effettuato poi da me ha rivelato molti aspetti, fatti e personaggi della vicenda storica di Maletto che sono stati man mano resi noti e pubblicati successivamente.
Tuttavia, alcune intuizioni al tempo di questa prima ricerca risultano confermate, soprattutto in campo archeologico anche alla luce delle campagne di scavo degli anni ’80, ’90 del 1900 e delle recentissime del primo semestre 2015.
        Mi riferisco, in particolare, ai risultati degli scavi effettuati nelle contrade Edera, S. Venera, Balze, non conosciute in quegli anni, che hanno prodotto la recente istituzione del Museo Civico di Maletto, giustamente intitolato alla memoria di Salvo Nibali, coautore del libro ed iniziatore delle prime indagini archeologiche prematuramente scomparso nel 2005 (era nato a Maletto nel 1955).
       
Le ricerche archeologiche di quel periodo, delle quali fu interessata la Soprintendenza di Siracusa, si soffermarono sul sito di Tartaraci, ampiamente descritto e documentato nel testo, anche se successivamente purtroppo abbandonate, ma che, se continuate, avrebbero sicuramente prodotto risultati eccezionali.
          La ricca bibliografia a corredo del testo ha consentito, poi, di approfondire la conoscenza di aspetti e fatti poco indagati nel testo stesso, il quale è preceduto da due presentazioni. Una del Prof. Sac. Salvatore C. Virzì (1910-1986), salesiano, docente, storico e studioso d’arte, uno dei maggiori storici di Randazzo e del suo territorio, punto di riferimento per le nostre ricerche e l’altra della Prof.ssa Giusi Liuzzo, allora presidente dell’Archeoclub di Catania, associazione anche locale, costituita appunto in quegli anni quale strumento di conoscenza, tutela e valorizzazione dei beni culturali, divenuta nel 1992 SiciliAntica, tutt’ora molto attiva e presente sul territorio.
         
Con l’occasione non trascuro di ricordare anche il contributo di informazioni e notizie allora dateci dal Prof. Francesco Longhitano Ferraù (Bronte 1912-1984), studioso e storico di Bronte, autore di manoscritti inediti su Maletto.
           Espongo anche una recensione del compianto Prof. Santi Correnti (Riposto 1924 – Catania 2009), docente universitario della storia di Sicilia, pubblicata sul quotidiano “LA SICILIA” del 20.8.1983.
          A questa prima pubblicazione, prevista nel programma di divulgazione on line di tutte le opere che parlano di Maletto, seguiranno tutte le altre prodotte in questi anni che, probabilmente, avranno come punto di arrivo una loro riedizione completa ed aggiornata che mi accingo ad iniziare.
            
Ciò nonostante, un primo, seppure parziale, punto di arrivo ritengo possa essere la mia tesi di laurea del 2014, che viene altresì pubblicata in questa sede, che riguarda i poteri locali in Sicilia dall’’800 ad oggi (prima parte), ma anche Maletto e la sua storia amministrativa, argomenti trattati nella seconda parte. Nell’ introduzione e nelle conclusioni della stessa sono ampiamente spiegati i motivi che mi hanno spinto a questa ulteriore ricerca e quale è stato il suo risultato nonché le fonti bibliografiche ed archivistiche dalle quali ho attinto le notizie, gli avvenimenti, nonché i coevi contesti normativi e sociali.
           Spero che queste pubblicazioni possano suscitare nei lettori, che avranno la bontà e la pazienza di leggerle, interesse ed apprezzamento ed anche un po’ più di maggiore amore ed attaccamento per il paese di Maletto, con l’intento di ricostituire un luogo di identità collettiva ed un maggiore senso del bene comune.

Maletto, settembre 2015

Giorgio M. Luca




 
 

 

Hanno scritto di noi...

 



 

 


 


Le pubblicazioni di Logos...



 
Negli anni ’90 un gruppo di giovani malettesi, alcuni studenti universitari, animati da uno spirito di rinnovamento culturale e di conoscenza di Maletto e delle sue vicende, passate e presenti, costituirono l’ “Associazione Prometeo Maletto”.
Nell’ambito delle sue attività culturali e sociali, l’Associazione pubblicò il giornalino che intelligentemente fu chiamato “LOGOS”, cioè la parola, il racconto, ma anche il pensiero o la scelta.
Questa piccola iniziativa editoriale, coordinata e diretta dal giovane Maurizio Cairone, uscì con cadenza quadrimestrale, quando possibile, dal 1992 al 1996, in modalità autogestita, in economia e a titolo gratuito.
Raccolse gli umori di quegli anni, in particolar modo il dibattito politico – amministrativo, con interviste a personaggi della politica locale del tempo, con articoli ed editoriali riguardanti aspetti sociali e culturali di Maletto, ma anche più generali.
Si interessò ed approfondì anche aspetti della tradizione, del folclore e del patrimonio etno-antropologico di Maletto, con interviste ad anziani, racconti, proverbi, aspetti della parlata locale etc.
L’Associazione e la sua rivista, costituì un punto di riferimento centrale ed importante nella vita sociale del paese, evidenziando una ricchezza culturale ed un’interesse che, purtroppo oggi, non c’è più.
All’interno della rivista vennero, inoltre, pubblicate alcune monografie sulla storia del paese redatte da G.M. Luca, che ritengo interessante ripubblicarle.
L’associazione, inoltre, si riprometteva di pubblicare una collana di opere e studi intitolate “Storia, cultura: identità”.
Di questa collana, però, pubblicò, in maniera autogestita, solo due volumetti:
nel 1995 la tesi di Baccalaureato del Sac. Antonino Galvagno, sulla vita di Mons. Mariano Palermo, dell’anno accademico 1994-95, intitolata “Una comunità e il suo pastore: Maletto e Mariano Palermo”. Ritengo opportuno ripubblicarla in uno alla sua presentazione da me fatta il 7.1.1995 presso la Chiesa di S. Michele; nel 1996 la biografia e le opere inedite del Sac. Antonino Schilirò, Parroco di Maletto dal 1928 al 1947 (tranne quella sulla vita del Sac. Vincenzo Schilirò, che era stata già pubblicata a Milano nel 1931, oggi quasi introvabile), da me curata e raccolta ed intitolata “Un uomo di cultura malettese: Sac. Antonino Schilirò”. Anche questa viene ripubblicata.
Vennero anche pubblicate le prime due parti del racconto “Ladri e santi” di Maurizio Cairone, che ripercorre fantasticamente la venuta di S. Antonio a Maletto, a metà del 1600. Purtroppo non pubblicato in un volumetto separato, ma solamente all’interno della rivista LOGOS, il 12.11.1995 e l’11.2.1996. Pur essendo incompleto, il racconto è molto suggestivo e affascinante perché descrive l’ambiente storico del paese del XVII secolo.
Viene infine riproposto il testo della commedia teatrale “C’era na vota” di Turi Tirendi (Tallarita), curato dallo stesso Maurizio Cairone del 2001 e rappresentato nel 2002 dalla compagnia teatrale “La Ribalta”, di Maletto. Un’interessante quadretto dell’ambiente di Maletto negli anni ’30.
Sperando che i lavori pubblicati possano interessare i cultori della storia locale, in particolare di alcuni suoi aspetti riguardanti la chiesa, i suoi personaggi più significativi, quali Mons. Palermo e l’Arciprete Schilirò, nonché alcuni momenti cruciali delle vicende del passato del nostro paese.
Al fine anche di stimolare una ripresa dell’amore per Maletto da parte dei giovani, forse in questi ultimi tempi alquanto attenuato.
Maletto, dicembre 2015

 Giorgio M. Luca